Fabrizio MANCINI, Chi ha il nome d’Italia non sulle labbra soltanto ma nel cuore, mi segua, apparso in La Loggetta, Autunno 2024, pagg. 101-102.

In questo articolo vengono ripercorse le vicende di alcuni soldati originari della Tuscia, in particolare del paese di Valentano, volontari nella Divisione italiana partigiana Garibaldi durante la Seconda Guerra Mondiale. La scelta di questo argomento è notevole perché, come l’autore stesso riconosce, l’epopea della Divisione Garibaldi è quasi sempre dimenticata quando si parla della Resistenza al nazifascismo o più in generale delle vicende delle Forze Armate Italiane dopo l’8 settembre.

Dopo alcune considerazioni su come sia cambiata la percezione della figura di Garibaldi negli ultimi anni e una breve storia dell’unità, viene riportata per prima la storia dei due valentanesi caduti mentre erano nei ranghi della Divisione Garibaldi, ossia Nicodemo Santi (morto in battaglia a Scentiza il 13 novembre 1943) e Giustino Lottatori (scomparso mentre era in prigionia presso Zenica il 10 aprile 1944). Viene poi presentata la testimonianza dell’infermiere Sante Mariani che, con le sue parole, ricordò ai familiari le durissime condizioni in cui i volontari garibaldini combatterono e sopravvissero nel teatro jugoslavo.

Queste tre storie, unite alle considerazioni dell’autore, costituiscono un valido ritratto delle vicende della Divisione Garibaldi e di come la figura del generale sia stata, e dovrebbe ancora essere, di ispirazione per tutti.

Luca Schiappadini